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Guerra in Ucraina: per la prima volta una tregua. In Italia sequestri di yacht e ville agli oligarchi russi

Evacuazione e corridoi umanitari, consentiti dai russi, a Mariupol e Volnovakha

Oggi, 5 marzo si annuncia una tregua, corridoi umanitari sono aperti per l’uscita di civili da Mariupol e Volnovakha“. Così il ministero russo della Difesa, scrive la Tass. È l’annuncio della tregua temporanea in Ucraina, la prima mai avvenuta dall’inizio della guerra, lo scorso 24 febbraio. Obiettivo aprire corridoi umanitari e consentire alle persone di mettersi in salvo. 

Ucraina, le città di Mariupol e Volnovakha

Sia Volnovakha che Mariupol sono città situate nel sud est dell’Ucraina, nel Donbass e nell’oblast (regione) di Donetsk. La prima ha circa 25mila abitanti. La seconda è una città portuale importante sul Mare d’Azov, abitata da circa 500mila persone. Mariupol ha cominciato alle 10 ora italiana l’evacuazione dei civili. Lo ha reso noto il sindaco dopo l’annuncio da parte russa della tregua nella città portuale per consentire corridoi umanitari. Le autorità municipali hanno inoltre indicato che l’evacuazione è prevista fino alle 15, ora italiana, riferisce Sky News. Prosegue intanto la marcia delle forze armate russe sull’Ucraina in un fine settimana che vedrà un terzo round di negoziati fra Kiev e Mosca, e manifestazioni per la pace in molte città del mondo.

Ucraina Mappa Mariupol
Una cartina pubblicata dal Washington Post sulla guerra in Ucraina in questi giorni

Nuove centrali nucleari a rischio

Ieri 4 marzo le sirene sono risuonate vicino a Kiev con un bilancio ufficiale di 5 morti di cui 3 bambini. Gli allarmi si sono uditi anche intorno al porto strategico di Mariupol, che è sotto assedio da parte dei russi. Il sindaco ha denunciato attacchispietati“. Ma a preoccupare in queste ore è soprattutto l’avanzare verso una seconda centrale nucleare ucraina dopo quella della regione di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa. A tarda ora è stata l’ambasciatrice americana all’Onu Linda Thomas-Greenfield a far intendere che nel mirino dei russi ci sarebbe un’altro impianto. E nella notte in cui si temeva la presa di Odessa, – la grande città contesa sul Mar Nero, abitata da circa 1 milione di persone – i russi hanno invece stretto la morsa intorno a Mariupol.

Mordashov Oligarca Russo Sequestro Yacht
L’oligarca russo Alexei Mordashov. Foto Wikipedia

Sanzioni ai super ricchi pro-Putin

L’Occidente applica intanto le sanzioni per la guerra in Ucraina sui beni degli oligarchi russi. In Italia comincia il congelamento di beni appartenenti a personalità russe presenti nelle liste dei regolamenti europei per circa 140 milioni di euro. Tra le operazioni, la Guardia di Finanza ha “bloccato” nel porto di Imperia il maxi yachtLady M“, imbarcazione di 65 metri dell’oligarca russo Alexei Mordashov . Si tratta del presidente di Severstal, uno dei maggiori gruppi siderurgici del mondo. Il nome di Mordashov è in una black list dell’Unione europea che mette nel mirino delle sanzioni i super ricchi vicini al presidente russo Putin. Stessa sorte per Villa Lazzareschi (valore 3 milioni di euro) in provincia di Lucca, riconducibile a Oleg Savchenko. E potrebbe toccare anche al Lena, panfilo di 52 metri (vale 50 milioni di dollari), ormeggiato a Sanremo, appartenente a Gennady Timchenko, proprietario di Volga Group, e amico di Putin.

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Lo yacht ‘Lady M’ di Alexei Mordashov. Foto dal sito Rainews.it

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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