Buon compleanno “beneamata” Inter

La storia pop calcistica dei nerazzurri nel giorno del 114° compleanno

“Credo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards …Credo che un Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più . Ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa”. (Estratto dal monologo di Stefano Accorsi nel film del 1998 RadioFreccia diretto da Luciano Ligabue)

Anche se ieri abbiamo vinto, non è bastato. Le uscite dalla Champions sono sempre dolorose per i tifosi – lo metto subito in chiaro sono interista – specie per quelli dell’Internazionale 1908. Per il suo blasone. Specie alla vigilia del 114° compleanno; e allora oggi 9 marzo: tanti auguri “Beneamata”!

Foot-Ball Club Internazionale 1908: per tutti semplicemente, l’Inter

La società nerazzurra nasce il 9 marzo del 1908 con il nome di Foot-Ball Club Internazionale. Un nome che rimanda al suo spirito, ma che è costretta a cambiare in un clima non molto diverso da quello odierno, quello del Ventennio Fascista. Poco gradita l’assonanza all’Internazionale Comunista. La fusione con l’US Milanese, porta ad un naming più geografico: Associazione Sportiva Ambrosiana. In questa fase arriva anche la divisa bianca rossocrociata, con il simbolo del fascio littorio imposto.
La fine della guerra nel 1945 sotto la presidenza di  Masseroni segna il ritorno al nome originario Football Club Internazionale Milano. Da allora c’è solo l’Inter! All’origine va raccontata la storia dei 43 dissidenti del club rossonero di origine che, per divergenze riguardo l’impiego di calciatori stranieri, fondarono un club con idee in aperto contrasto. E poi l’amato il logo (al centro nella foto in cima a questo articolo, n.d.r.) resta abbastanza lo stesso, nonostante il marketing nel calcio di abomini ne abbia fatti non pochi. Le lettere F, C, I, M sovrapposte in bianco su uno sfondo nero; iscritte in un cerchio; solo i colori sono cambiati nel tempo.

La “Beneamata” del calcio italiano

Le squadre hanno diversi soprannomi, ma quello dell’Inter per eccellenza si deve a chi in quest’arte e nel giornalismo in generale eccelleva: Gianni Brera l’ha definita Beneamata, per il gran numero di tifosi sempre al seguito della squadra. Poi c’è Biscione il simbolo della società, traslato dallo stemma storico dei Visconti a tutta la città di Milano; paradossalmente legato molto dopo alle fortune Mediaset, calcisticamente all’opposto.
La fortuna nella cultura popolare dei nerazzurri è legata a due imprese e, indissolubilmente, alla Coppa Campioni di un tempo prima, e moderna Champions poi: dal Mago Herrera a José Mourinho.

L’Inter detiene un record italiano assoluto nel calcio europeo: nel 2009/10 è la sola squadra italiana a vincere il triplete“. Un club assai esclusivo di soli 7 componenti: Celtic (1966/67), Ajax (1971/72), PSV Eindhoven (1987/88), Manchester United (1998/99), Barcellona (due volte: 2008/09 e 14/15) e Bayern Monaco (2012/13 e 19/20). Nel caso dei nerazzurri la carrellata trionfale comprende in un mese di maggio del 2010 che vendica tutti quanti quelli passati, in cui per primo trofeo il 5 arriva la Coppa Italia nella finale dell’Olimpico contro la Roma. Il 16 arriva la matematica certezza dello Scudetto a Siena e infine il 22 la Champions nella finale di Madrid contro il Bayern Monaco. 45 anni dopo l’ultima vittoria proprio del mago Herrera, Mourinho chiude il cerchio con questo record.

L’Inter nella cultura popolare tra arte, cinema e libri

E se c’è un ambito in cui l’Inter ispira i suoi tifosi è l’arte. Partiamo dal cinema dove non c’è solo il film già citato di Ligabue. La prima pellicola risale all’immediato secondo dopoguerra – nel 1951- ed è Milano miliardaria di Marcello Marchesi e Vittorio Metz.
Molti riferimenti poi sono contenuti nelle commedie di ambientazione calcistica: da Eccezzziunale… veramente del 1982 a Paulo Roberto Cotechiño centravanti di sfondamento (1983); passando per L’allenatore nel palloneMi faccia causa (entrambi datati 1984). Nei due decenni successivi si parte con il tifosissimo trio di Aldo, Giovanni e Giacomo che la citano in Tre uomini e una gamba  nel 1997 e poi in Tu la conosci Claudia? del 2004; senza contare gli sketch di Mai dire Gol. A questi vanno aggiunti poi Tifosi (1999), Il cosmo sul comò (2008) ed Eccezzziunale veramente – Capitolo secondo… me.
La notorietà dell’Inter travalica i confini nazionali, fino alla serie americana Billions, in cui uno dei personaggi principali, il giudice interpretato da Rob Morrow è interista, con tanto di scena in cui guarda un match con la maglia neroazzurra. e in una scena viene mostrato mentre guarda una partita con una maglia della squadra.

A portarla a teatro ci pensa inequivocabilmente fin dal titolo il grande comico Paolo Rossi con Lode a Evaristo Beccalossi nel 1992: la storia arcinota dei rigori sbagliati. In tv poi negli Anni 2000 sono Ficarra e Picone a interpretare due tifosi stanchi a Zelig, e a riproporre il tifo per i colori nerazzurri in due sit-com: Il mammo e Love Bugs.
Sul fronte libri quelli più noti sono scritti dal giornalista del Corriere della Sera Beppe Severgnini, come non mancano diverse copertine di Topolino dopo la prima risalente al 1976 e un manga giapponese: Capitan Tsubasa.

“Amala… Pazza Inter amala!”

Quattro anni fa in occasione delle celebrazioni per i 110 anni dell’Inter è apparso anche sulla facciata di un palazzo milanese nel quartiere Isola l’InterWall, un murales che racconta la storia nerazzurra. Poi c’è anche la musica che canta della squadra: la prima è Eravamo in 100.000 del 1968 cantata da Adriano Celentano; poi è la volta di Quelli che… del 1975 cantata dal milanista Enzo Jannacci (divenuta titolo e sigla del noto programma sportivo di Fabio Fazio). Prima della pellicola Ligabue cita la sua amata squadra del cuore in Hai un momento, Dio?; siamo nel 1995. L’ultima in ordine di tempo è del 2019 Fuori dall’hype dei Pinguini Tattici Nucleari, anche se la più nota e la più romantica: quella Luci a San Siro del 1971. Nella produzione di Roberto Vecchioni fa spesso capolino l’omaggio alla squadra del cuore.

Ma l’Inter è spesso un cerchio che si chiude come in un abbraccio ed è accaduto anche con l’inno ufficiale – Amala, Pazza Inter – scritto da Rosita Celentano, figlia del Molleggiato che ha scritto la prima canzone che cita i nerazzurri e che come tutti i tifosi sanno fa:

Amala!

Pazza Inter amala!

E’ una gioia infinita
che dura una vita
Pazza Inter amala!

E se avete nostalgia riguardatela tutta nel video dell’incisione. Forza Inter e Buon compleanno Beneamata!

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Direttore Responsabile
Pugliese di nascita, muove le sue prime esperienze giornalistiche tra Palio, Sport e Cronaca bianca a Siena durante il periodo universitario divenendo pubblicista subito dopo la laurea con lode in Scienze della Comunicazione. Con il trasferimento a Roma inizia il praticantato che la porterà a diventare professionista nel 2008. Si è occupata di gambling, dipendenze, politica estera (ha una seconda laurea sempre con lode in Scienze internazionali e diplomatiche), ippica, economia. Ha collaborato con giornali, TV (Telenorba), l'agenzia di stampa nazionale Il Velino-AGVNews e con diverse realtà specializzate. Diverse le esperienze in agenzie come account ed advisor del settore bancario, di associazioni di categoria, di comunicazione pubblica, turismo, trasporti, cybersecurity, compliance & risk management, telecomunicazioni, 5G e di gaming.
In parallelo si è occupata di Comunicazione strategica e Marketing come manager in azienda - trasferendosi a Rimini - assumendo spesso anche la responsabilità delle Relazioni esterne. Ha approfondito, con due diversi master, anche i temi della Corporate Social Responsibilty e della Sostenibilità.