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Ucraina, a Mariupol “centinaia di morti al Teatro e nelle fosse comuni”

Il presidente francese Macron organizza un'operazione umanitaria internazionale per salvare quanti più civili possibile

Francia, Grecia e Turchia, su iniziativa del presidente francese, Emmanuel Macron, si preparano a condurre in Ucraina un’operazione umanitaria. L’obiettivo è di evacuare quanti più civili possibile dalla città portuale di Mariupol, sul Mare d’Azov.

Da Mariupol, città di quasi mezzo milione di abitanti – dove molti restano in trappola e si combatte nelle strade – arrivano nuove stime sulle vittime presso il Teatro d’arte drammatica. Lo scorso 9 marzo, infatti, bombardamenti russi colpirono l’edificio, malgrado la scritta “bambini“, sventrandolo. Non si sa ancora quante persone vi si fossero rifugiate dentro. Esistono video e testimonianze che consentono di affermare che un numero non indifferente di civili, alcune centinaia, avesse fatto ingresso nei locali a mo’ di rifugio antiaereo.

Mariupol Teatro Morti
Il Teatro di Mariupol bombardato il 9 marzo 2022

Si è detto che persone sono state viste uscire vive dopo il bombardamento e che non si capiva se e quanti fossero morti o feriti. Quasi impossibile verificare la notizie sul campo. Ieri 25 marzo il sindaco di Mariupol, Vadym Boichenko, ha dichiarato che si temono circa 300 morti. “Alcuni testimoni hanno informazioni secondo le quali circa 300 persone sono morte nel teatro drammatico di Mariupol in seguito a un bombardamento dell’aviazione russa“, ha scritto il sindaco.

“A Mariupol 150 morti al giorno”

Il vicesindaco della città, Sergij Orlov, ha invece affermato a SkyTg24 che “la Russia uccide in media 150 civili ogni giorno. Non abbiamo ancora abbastanza armi per proteggere sufficientemente le nostre città contro questi pesanti attacchi“. La situazione a Mariupol, ha osservato Orlov, “purtroppo è terribile. Sono 25 i giorni di blocco totale, senza nessun collegamento, e non si riesce neanche a trasferire farmaci, acqua, cibo. Dai 150mila ai 200mila cittadini sono ancora in città. È una stima, ovviamente. Negli ultimi 10 giorni abbiamo evacuato circa 60mila cittadini verso Zaporizhzhia e altre città“.

Ucraina Mariupol Ospedale
Feriti all’ospedale di Mariupol, bombardato dai russi il 9 marzo 2022

“Centinaia di morti nelle fosse comuni”

In un mese di guerra in Ucraina il bilancio delle vittime civili ha superato quota 1.035. Si tratta di una cifra ufficiale, probabilmente da rivedere al rialzo. L’ha resa nota Matilda Bogner, responsabile della Missione di monitoraggio dei diritti umani dell’Onu. Bogner ha inoltre confermato la presenza di fosse comuni a Mariupol, inclusa una che conterrebbe 200 corpi. “Abbiamo informazioni crescenti sulle fosse comuni“, ha detto Bogner ai giornalisti in un video collegamento dall’Ucraina.

La Russia: “Non stiamo attaccando i civili

La Russia non sta attaccando i civili nella città ucraina di Mariupol o in altre località ma seguendo le indicazioni del presidente Vladimir Putin di colpire solo siti militari“. Lo ha affermato l’ambasciatore russo in Italia, Sergey Razov, che ha annunciato querela contro La Stampa, rea di aver pubblicato un articolo in cui si parla di un eventuale colpo di Stato a Mosca come realistica possibilità di porre fine alla guerra. “È necessario valutare con molta attenzione quanto sta accadendo a Mariupol” ha aggiunto Razov. “Dovreste sentire ambedue le parti e non seguire solo i messaggi propagandistici della parte ucraina“.

Ucraina Onu Bogner
Matilda Bogner, della Missione Onu in Ucraina, in una foto d’archivio

Unicef: “Oltre metà bimbi ucraini sfollati”

Più della metà dei bambini ucraini sono ora sfollati, dopo un mese di guerra in Ucraina. Lo afferma l’Unicef. Il portavoce James Elder ha dato anche altri dati preoccupanti parlando alla Cnn: “Circa 1,4 milioni di persone non hanno accesso ad acqua pulita, mentre 4,6 milioni di persone hanno solo un accesso limitato o stanno per perderlo. Più di 450.000 bambini dai 6 ai 23 mesi hanno bisogno di assistenza alimentare“.

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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