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Covid: ricoveri in calo, 37mila i pazienti curati con le pillole a casa

Sempre più usati Paxlovid ma anche molnupiravir e remdesivir

La pandemia di Covid non molla l’Italia ma morde meno di prima. Scendono sia l’incidenza settimanale a livello nazionale che l’occupazione di posti letto nelle terapie intensive e nei reparti ordinari. Primi dati sui pazienti italiani curati a casa con le pillole antivirali. 

Numeri e cifre emergono dall’ultimo report dell’Istituto superiore di sanità (Iss). In 24 ore sono stati 43.947 i nuovi casi e 125 i decessi, contro i 48.255 del giorno prima (138 le morti). L’incidenza settimanale del Covid è pari a 559 ogni 100.000 abitanti (fra il 29 aprile e il 5 maggio). Un calo sensibile rispetto al dato di 699 ogni 100.000 abitanti della settimana precedente. Nel periodo fra il 13 e il 26 aprile, l’indice Rt medio che misura la trasmissibilità del Coronavirus, calcolato sui casi sintomatici, è stato pari a 0,96. Un valore “sostanzialmente stabile“, secondo quanto riferisce l’Iss, rispetto alla settimana precedente quando si era assestato a quota 0,93.

Folla Covid Quarantena

Il tasso di occupazione in terapia intensiva dei malati Covid scende al 3,7% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 5 maggio) rispetto al 3,8% rilevato nel monitoraggio di una settimana fa. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende al 14,5% (rilevazione al 5 maggio) contro il 15,6% del 28 aprile.

Il Covid nelle regioni

Mentre a livello nazionale si allentano le misure come Green Pass e mascherina (ma quest’ultima resta sui luoghi di lavoro), è l’Abruzzo la regione con l’incidenza Covid più alta in Italia, riferisce l’Ansa. Un valore di 901 casi ogni 100mila abitanti rispetto alla media nazionale di 559. Segue l’Umbria con 698,7 e la Basilicata con 691. La regione con l‘occupazione dei reparti più alta – il valore è del 32,6% – è l’Umbria rispetto alla media nazionale del 14,5%. Per le terapie intensive è invece la Liguria con 6,6% rispetto a 3,7% di valore medio nazionale.

Covid Pillola Pfizer Paxlovid

In Italia cresce il numero dei pazienti Covid che possono usufruire di migliori cure domiciliari grazie all’uso delle nuove pillole antivirali da poco disponibili. Dal decimo report dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) sul monitoraggio degli antivirali per la terapia di Covid-19 emerge che sono oltre 37mila (37.203) i pazienti Covid curati a casa con le pillole antivirali molnupiravir (Lagevrio) di Merck e Paxlovid (nirmatrelvir-ritonavir) di Pfizer. Finora il numero di trattamenti avviati per Lagevrio risultano 24.779 e quelli avviati per Paxlovid 12.424.

Pillole anti Covid

Considerando i dati al 3 maggio, si rileva rispetto all’ultimo monitoraggio di 2 settimane fa un aumento del +20,2% nei trattamenti avviati con Lagevrio e del +35,1% per Paxlovid. Anche se, restringendo il campo agli ultimi 7 giorni considerati, per Lagevrio le richieste sono state in totale 1.745, cioè -21,85% rispetto ai 7 giorni precedenti. Per Paxlovid si registrano invece 1.267 nuove prescrizioni settimanali, con un calo più contenuto: -17,99% rispetto ai 7 giorni precedenti. Finora Lagevrio è stato prescritto in un totale di 278 strutture, Paxlovid in 250. Per quanto riguarda infine l’antivirale remdesivir, le voci sono due. Risultano in totale 9.020 pazienti non ospedalizzati sotto trattamento e 91.001 pazienti in ospedale che assumono il medicinale.

Covid Italia Zona Gialla Arancione

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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