Giovanni Paolo II, la storia di un uomo diventato Santo

Nell’anniversario di nascita di Papa Wojtyla un viaggio attraverso le esperienze che lo hanno reso un simbolo del nostro secolo

Karol Józef Wojtyła nasce il 18 maggio del 1920 a Wadowice ed è proclamato Papa il 16 ottobre del 1978. Giovanni Paolo II è stato una delle figure simbolo del secolo scorso; un uomo in grado di contribuire a importanti svolte nel mondo; un uomo in grado di far sentire la sua voce, senza il timore di essere giudicato. Un uomo dalle vedute lungimiranti; l’unico, dopo circa un millennio, beatificato dal suo successore. E l’unico diventato presto Santo.  

Giovanni Paolo II, la storia di un uomo diventato Santo

Giovanni Paolo II è stato il 264° Papa della Chiesa Cattolica, ma ciò che lo rende unico e ricordato nel mondo è il fatto che Karol Wojtyla è stato, prima di tutto, un uomo; un uomo tra gli uomini, pellegrino tra i pellegrini. Ha vissuto le ferite della guerra ed ha pianto le lacrime delle conseguenze dolorose; ma l’amore verso il popolo di Dio, che è stato chiamato a guidare, lo ha reso un simbolo impossibile da scalfire.

Giovanni Paolo II VelvetMag

Carismatico e, allo stesso tempo, non esente dalle critiche di chi delle sue vedute temeva la conseguenze; ora per la Chiesa ora per la società. Consapevole di un’onnipotenza inesistente, si presentò ai fedeli il giorno del suo insediamento chiedendo: “Se mi sbaglio mi corrigerete“; e con questa disponibilità ha portato avanti l’intero pontificato.

Giovanni Paolo II simbolo nel mondo

Sono le 21.37 di sabato 2 aprile del 2005; e in quell’esatto istante Papa Giovanni Paolo II, nel Palazzo Apostolico Vaticano, lasciava la vita terrena provato dalla malattia. Sarà impossibile dimenticare per tanti, quell’immagine che più di tutti, forse, riassume il calvario di Papa Wojtyla; otto giorni prima di morire, il giorno del Venerdì Santo, resta abbracciato alla croce di legno nella sua cappella privata; pronto già all’ultima tappa del suo pellegrinaggio terreno. E se davvero, volessimo cercare un’immagine simbolo, sarebbe impossibile non evocare questo quadro di passione e allo stesso tempo di pace. E la serenità del passaggio sulla Terra che stava per concludersi, Papa Wojtyla la dimostrò anche pochi istanti pima di morire; dedicò, infatti, a tutti coloro che vegliavano sotto la sua finestra un ultimo pensiero: “Vi ho cercato, adesso voi siete venuti da me e per questo vi ringrazio“.

Papa Wojtyla VelvetMag

Struggente silenzio riecheggiò in Piazza San Pietro e via della Conciliazione gremite di gente; e furono migliaia le persone, giunte da ogni parte del mondo per donargli l’ultimo saluto. In quella bara semplice di legno con il vento d’aprile che soffiava sulle pagine del Vangelo adagiatovi sopra. Tanti i Capi di Stato, da ogni angolo del mondo, intervenuti ai funerali solenni dell‘8 aprile; possiamo dire che in quelle ore tutto il mondo si è fermato per onorare l’ultimo passaggio su questa Terra di un uomo che ha cambiato la storia.

Le azioni oltre alle parole

Sono tanti gli esempi che dimostrano l’eccezionalità di Papa Giovanni Paolo II; nei suoi 27 anni di pontificato non ha mai trascurato il dialogo ecumenico con le altre confessioni, in particolare con la chiesa anglicana e ortodossa. Dell’importanza della memoria Papa Wojtyla ne ha dato esempio, essendo il primo Papa a vistare il campo di sterminio nazista ad Auschwitz, nella sua Polonia; del perdono, invece, ne ha dato testimonianza dopo l’attentato del 13 maggio del 1981 in Piazza San Pietro per mano del terrorista turco Ali Agca. Ma dopo aver ricevuto tre proiettili e subito un intervento chirurgico, due anni dopo l’attentato (e per esattezza nel giorno di Natale) il Santo Padre visitò il suo assalitore.

Giovanni Paolo II non temette neanche di denunciare il male, quello più oscuro; iconico il suo viaggio in Sicilia nel 1993, circa un anno dopo gli omicidi di Falcone e Borsellino; qui, nel corso della sua omelia, si scagliò contro la mafia e i mafiosi: “Nel nome di Cristo, mi rivolgo ai responsabili: convertitevi! Un giorno verrà il giudizio di Dio!“. Protagonista della diplomazia internazionale e figura emblematica, visitò 129 paesi fino a che la sua salute glielo concesse. Protagonista di un secolo che lo ricorda e prova a rendergli onore anche dopo la morte; fatto beato dal suo successore Benedetto XVI, divenne Santo il 27 aprile 2014 nel pontificato di Papa Francesco.

Da Karol Woytila a Papa Woytila

La vita di Giovanni Paolo II è attraversata dalla durezza del nazismo e da perdite importanti; perde la madre a 9 anni, il fratello maggiore nel 1932 e il padre nel 1941. Eletto Pontefice il 16 ottobre del 1978 condusse con spirito diplomatico tutto il suo pontificato. “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!” esortava Papa Woytila ad appena una settimana dal suo insediamento. Era la messa che segnava l’inizio del suo pontificato e quell’uomo arrivato dall’altra parte della cortina di ferro, annunciava la fine dei regimi nella vecchia Europa. Un discorso profetico e lungimirante, sin dal primo istante quello del neo-eletto Papa. “Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l’uomo. Solo lui lo sa!“.

Wojtyla VelvetMag

Come scrive il biografo Andrea Riccardi, fondatore anche della Comunità di Sant’Egidio: “Papa Wojtyla ha avuto un effetto di liberazione dalle paure, dai condizionamenti, dal senso di decadenza“. Guida morale, spirituale, Giovanni Paolo II ha reso con la sua stessa vita testimonianza concreta. Una delle frasi più celebri del Papa polacco recita: “Prendete la vostra vita e fatene un capolavoro“; e del suo ‘capolavoro‘ Papa Wojtyla ne ha fatto dono a ciascuno di noi.

  • Cultura, Ambiente & Pets

    Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura.
    Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.