Primo pianoTecnologia

Elon Musk vs Twitter, la guerra è appena agli inizi: la richiesta di fine accordo non è valida

Prosegue la diatriba tra il "big one" di Tesla e il grande social dei cinguettii. La possibilità dello scontro legale si fa sempre più imminente

Non si raffredda la ‘guerra’ tra giganti: Elon Musk vs Twitter. Dopo la decisione dell’Amministratore di Tesla di rinunciare all’acquisto del Social Network emergono dei cavilli contrattuali che potrebbero portare la faccenda come minimo in Tribunale.

Una storia di interessi, tanti soldi e sicuramente strategie sconosciute e incomprensibili ai più. Dopo l’annuncio dello scorso aprile di voler acquistare Twitter, Elon Musk ha battuto in ritirata. I motivi della retrocessione rispetto alla sua decisione hanno causato effetti da ogni punto di vista e questa ‘lotta’ tra colossi sembra essere ben lontana dalla conclusione.

Elon Musk Twitter
@Credits Ansa

Secondo quanto si apprende dalle ultime informazioni, la richiesta di Elon Musk di mettere fine all’accordo per acquistare Twitter non è valida e appare addirittura sbagliata. Questo quanto affermato da Twitter che ora ammette di essere disposta a procedere per vie legali.

Elon Musk vs Twitter: cosa accade

Come si apprende da Ansa, la società con sede a San Francisco avrebbe inviato una lettera ai legali di Elon Musk nella quale avrebbe espresso chiaramente l’incongruenza della richiesta di fine accordo. Twitter, infatti, si dice impegnata a voler chiudere l’accordo ma seguendo: “prezzo e nei termini stabiliti“. Questo quanto ribadito al ‘big one’ di Tesla al quale la società rivela di essere fiduciosa rispetto alla decisione del Tribunale. Nella lettera inviata a Musk, infatti, la società avrebbe spiegato che la richiesta per mettere fine all’accordo, di cui il mondo aveva appreso notizia lo scorso aprile, oggi appare: “non valida e sbagliata“.

Elon Musk
@Credits Ansa

Affermazioni che, tuttavia, il patron di Tesla sembra aver accolto con una certa ironia. A dimostrazione di questo, Musk avrebbe pubblicato un Tweet con quattro immagini di lui che ride. Ad accompagnare le foto frasi, a dir poco, provocatorie nei confronti della società di social-comunicazione. “Dicevano che non potevo acquistare Twitter“; “Dicevano che non avrebbero diffuso le informazioni sugli account falsi e bot“. Segue: “Ora vogliono costringermi ad acquistare Twitter in Tribunale“; e per finire la stoccata finale: “Ora devono diffondere le informazioni sugli account falsi e bot in Tribunale“. Di fatti, il motivo scatenante che avrebbe convinto il ‘big one’ di Tesla a retrocedere dalla sua decisione di acquistare Twitter, sarebbe il rifiuto da parte della società di voler consegnare i dati sui falsi account. Ma come in ogni ‘diatriba’ le opinioni si dividono e qualcuno sostiene, persino, che si tratti di una strategia per rilanciare l’offerta.

Una conclusione lontana

L’offerta di 44 miliardi per l’acquisto di Twitter era stata formalizzata alla fine di aprile 2022. Tuttavia Elon Musk si è pentito della sua decisione perché, come ha chiarito il suo legale Mike Ringler, Twitter non avrebbe rispettato gli accordi contrattuali. Non volendo fornire informazioni su quel 5% di account falsi e boat Twitter avrebbe fatto cambiare idea al patron di Tesla. Ma i più maligni potrebbero pensare che questa retrocessione plateale di Elon Musk potrebbe essere una strategia per rinegoziare l’accordo; magari ottenendo un corposo sconto. Del resto, non è un mistero che Twitter stia accusando delle perdite in Borsa; ma al momento, ovviamente si tratta di ipotesi, chiacchiere, supposizioni che come in ogni ‘diatriba storica’ dividono l’opinione pubblica tra ‘colpevoli’ e innocenti’, ‘vittime’ e ‘carnefici’.

Twitter
@Credits Ansa

Ma in questa storia è ancora presto, forse, riuscire a giungere al capo della verità. Se infatti, Musk sostiene che Twitter è venuta meno ad alcune clausole contrattuali, il presidente di Twitter, Bret Taylor, sostiene che il patron di Tesla dovrebbe pagare una penale per la mancata formalizzazione dell’acquisizione. Tuttavia, ad oggi, la conclusione sembra piuttosto lontana e qualcuno si dice incerto sul fatto che le vie legali possano mettere una parola fine immediata. Troppi “se” e tanti “ma” che sembrano lasciare questo capitolo ancora ricco di pagine da scrivere.

Francesca Perrone

  • Cultura, Ambiente & Pets

    Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura.
    Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.

Back to top button