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Chubais grave in Sardegna, sospetti di avvelenamento

Lo scorso 23 marzo si era dimesso da rappresentante della Russia all'ONU per protesta contro la guerra in Ucraina

Anatoly Chubais, ex uomo di fiducia di Vladimir Putin che da mesi ha lasciato la Russia perché contrario all’invasione dell’Ucraina, è stato improvvisamente ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Olbia, in Sardegna.

L’uomo politico russo non sarebbe comunque in pericolo di vita. Chubais si trovava in vacanza in un resort della Costa Smeralda. A dare la notizia del suo ricovero è stato il quotidiano La Repubblica il quale rivela che, dopo un primo allarme per un sospetto avvelenamento, adesso l’ipotesi prevalente è che possa trattarsi dei sintomi di una malattia neurologica. “Improvvisamente – avrebbe raccontato ai medici – ho cominciato ad avere difficoltà a muovere gambe e braccia“.

Foto Ansa/Epa Sergei Ilnitsky

Dopo il trasporto in ospedale i sanitari hanno avvisato la polizia che ha inviato i suoi tecnici specializzati per effettuare analisi del luogo in cui l’uomo politico si è sentito male. “Sono entrati con le tute e hanno fatto una serie di operazioni“, avrebbe detto Avdotia Smirnova, la moglie di Chubais, ad alcuni media russi. L’esito delle analisi arriverà nei prossimi giorni. Questo particolare, qualora fosse confermato, può costituire un indizio del fatto che gli investigatori prendono in seria considerazione l’ipotesi che sia accaduto qualcosa di strano. E che, sebbene l’ipotesi al momento prevalente sia quella di problematiche neurologiche che affliggerebbero Chubais, non si può scartare a priori il sospetto di un possibile avvelenamento.

Le morti degli oligarchi

Nei primi due mesi della guerra russa in Ucraina sono state diverse le morti di oligarchi un tempo legati a Putin, e in particolare al colosso energetico Gazprom, deceduti all’improvviso e in circostanze misteriose. Ufficialmente, in alcuni casi, per banali “incidenti“. Personaggi che non avevano mostrato entusiasmo per la guerra in Ucraina, o che, semplicemente, potevano corrispondere al gelido avvertimento che Putin aveva lanciato ai russi il 16 marzo in un discorso rimasto celebre sui “nemici interni“. “Non voglio giudicare i nostri connazionali con la villa a Miami o nella riviera franceseaveva detto lo ‘zar’. “E che magari non riescono a vivere senza ostriche, foie gras o le cosiddette libertà di genere”.

Diversi manager Gazprom sono morti in circostanze oscure. Foto Ansa/Epa EPA/Anatoly Maltsev

Il caso Chubais

Anatoly Chubais rappresenta tuttavia un caso un po’ diverso. Era inviato della Russia all’ONU per la lotta ai cambiamenti climatici quando il 23 marzo aveva rassegnato le sue dimissioni. E aveva lasciato il paese, affermando di essere contrario alla guerra in Ucraina. Peraltro non molti giorni dopo la notizia di un sospetto avvelenamento di cui sarebbe stato vittima Roman Abramovich, agli inizi di marzo, poco dopo lo scoppio della guerra in Ucraina (24 febbraio). Architetto delle riforme post-comuniste negli Anni Novanta, Chubais è stato fra i primi mentori politici di Putin. E al momento delle dimissioni, lo scorso 23 marzo, era il più alto funzionario dello Stato ad aver pubblicamente voltato le spalle al presidente russo. Ora, dopo oltre 4 mesi, lo strano episodio dell’improvviso ricovero d’urgenza in Sardegna.

Putin e Chubais nel 2016. Foto Ansa/Epa Alexei Druzhinin

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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