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Paul Newman, l’attore con il mare negli occhi

Troppi film per sceglierne uno solo, ma tutti non fanno altro che alimentarne il mito

Sereno, e bello da perdere la testa, […] ha occhi come il mare, ed è un mare nel quale ti viene veramente voglia di tuffarti”. Ha descritto con queste parole Paul Newman la grandissima Claudia Cardinale, che della combinazione micidiale di fascino e bravura, se ne intendeva eccome. Occhi capaci di raccontarti il loro blu perfino nelle pellicole in bianco e nero.

Una carriera lunghissima, in cui ha recitato fino a che la malattia glielo ha permesso, piena di riconoscimenti: sette Golden Globe, un Emmy Award, la stella sull’Hollywood Walk of Fame, e tre Oscar su dodici candidature. La prima nel 1959 con un vero e proprio capolavoro, La gatta sul tetto che scotta: Newman recita un personaggio che è un vulcano di rabbia repressa e infelicità, votato all’autodistruzione; lei è la già famosissima Elizabeth Taylor, la gatta, disposta a tutto per riavere l’uomo che ama.

L’ultima nel 2003, Era mio padre, diretto da Sam Mendes. Con Ennio Morricone, Henry Fonda, Spike Lee e Laurence Olivier, detiene il primato di aver ricevuto prima quello alla carriera nel 1986, che quello come miglior attore protagonista nel 1987 quando ha già 62 anni con la poetica interpretazione de Il colore dei soldi, diretto da Martin Scorsese.

5 film di Paul Newman che se non avete visto fate un torto a voi stessi

I capolavori in cui ha recitato, anche solo i film per cui ha ricevuto le candidature all’Oscar, ne hanno fatto una delle figure maschili più iconiche del cinema mondiale. Ma ci sono dei titoli anche meno noti che vale la pena di vedere e rivedere per tutti i cultori del suo mito. Un po’ spaccone, un po’ romantico.

  1. Lassù qualcuno mi ama (1956): per molti versi considerato l’esordio, nei panni di Thomas Rocco Barbella, Rocky. La storia di una famiglia italo-americana spaccata, nell’East Side di New York. A causa di furti e a bravate, Rocky non fa altro che fuggire e, anche dentro e fuori dalla casa di correzione che potrebbe portarlo fuori dalla sua situazione precaria.
  2. Lo spaccone (1961): uno dei film che merita sempre di essere rivisto, dove impersona Eddie Felson, “Eddy Lo svelto“, che trasuda fascino, quello del cattivo ragazzo, per la sua abilità nel biliardo.
  3. Nick mano fredda (1968): il simbolo della lotta alla ribellione in un film girato in ambiente carcerario, con una parte finita in una canzone – Civil War – dei Guns N’ Roses: “What we’ve got here is failure to communicate… (Quello che abbiamo qui è un fallimento della comunicazione).

  4. La vita a modo mio (1994): qui gli occhi di ghiaccio più belli della storia del cinema hanno quasi compiuto 70 anni (Paul Newman infatti è nato a Shaker Heights, il 26 gennaio 1925) ed interpreta il saggio padre di Bruce Willis che consola Melanie Griffith.
  5. Le parole che non ti ho detto (1999): uno degli ultimi film, romantico da morire, dove mette in scena tutta la bellezza della sua esperienza seduttiva.

Paul e Robert: un discorso a parte in due film indimenticabili

Ad un certo punto in una puntata dei I Simpson appare una scena del film con la canzone Raindrops Keep Fallin’ on My Head. Il film in questione è l’indimenticabile Butch Cassidy And The Sundance Kid, in cui appare per la prima volta una coppia irripetibile e irripetuta nella storia del cinema: la più bella composta da due uomini. Al fianco di un Paul Newman, già noto, emerge senza timori il talento di Rober Redford. E non sarà il solo film dello splendido Paul a cavallo nel selvaggio West. Molti anni dopo nel 1976 reciterà in Buffalo Bill e gli indiani per la regia di Robert Altman.

Robert Redford Paul Newman

E non solo lo stesso regista dal western ci regala grazie alla ‘splendida coppia’ Newman-Redford nel 1973 La stangata più bella della storia del cinema: un film avvincente, con ancora una colonna sonora che ad oggi cantiamo tutti.

 

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Paul Newman privato: il marito fedele, l’attivista e il pilota

Il 29 gennaio 1958 sposa a Las Vegas – in seconde nozze – l’amore della sua vita Joanne Woodward. Un matrimonio felice durato fino alla morte di Paul Newman e da cui sono nati tre figlie. Anno fortunato per lei che vince l’Oscar come migliore attrice per La donna dai tre volti. Si sono incontrati nel primo di tantissimi film (solo per citarne alcuni Detective’s StoryMr. & Mrs. Bridge) in cui hanno recitato insieme: La lunga estate calda in cui sono innamoratissimi e Newman vince come miglior attore protagonista la Palma a Cannes. 

Pilota automobilista – non solo sul grande schermo – arrivato alle corse per fortuna del cinema tardi o forse chissà avrebbe tentato la vita dello sportivo. Storico attivista del Partito Democratico, famoso per il suo modo di fare beneficenza: fonda la Newman’s Own, un’azienda alimentare specializzata in produzioni biologiche i cui ricavi sovvenzionano scopi umanitari ed educativi.
E nel giorno in cui avrebbe compiuto gli anni è bello ricordare una sua frase:

Ho due regole da ricordare.
Prima: è inutile mettere il freno
quando sei al rovescio.
Seconda: se le cose sembrano scure,
finiscono con il diventar nere”.

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Angela Oliva

Direttore Responsabile
Pugliese di nascita, muove le sue prime esperienze giornalistiche tra Palio, Sport e Cronaca bianca a Siena durante il periodo universitario divenendo pubblicista subito dopo la laurea con lode in Scienze della Comunicazione. Con il trasferimento a Roma inizia il praticantato che la porterà a diventare professionista nel 2008. Si è occupata di gambling, dipendenze, politica estera (ha una seconda laurea sempre con lode in Scienze internazionali e diplomatiche), ippica, economia. Ha collaborato con giornali, TV (Telenorba), l'agenzia di stampa nazionale Il Velino-AGVNews e con diverse realtà specializzate. Diverse le esperienze in agenzie come account ed advisor del settore bancario, di associazioni di categoria, di comunicazione pubblica, turismo, trasporti, cybersecurity, compliance & risk management, telecomunicazioni, 5G e di gaming.
In parallelo si è occupata di Comunicazione strategica e Marketing come manager in azienda - trasferendosi a Rimini - assumendo spesso anche la responsabilità delle Relazioni esterne. Ha approfondito, con due diversi master, anche i temi della Corporate Social Responsibilty e della Sostenibilità.

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