Paxlovid: via libera Ema alla pillola anti Covid di Pfizer

Sarebbe molto efficace per i pazienti ad alto rischio di progressione verso le forme gravi della malattia

L’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, ha raccomandato l’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata per il Paxlovid. Si tratta del farmaco anti Covid per via orale prodotto da Pfizer. Il via libera giunge in una fase ancora difficile della pandemia. Nel vecchio continente, sulle 211 regioni in cui si dividono i territori dei 27 Paesi membri dell’Unione europea, solo quattro (due in Polonia e due in Romania) non sono in rosso scuro. Lo ha stabilito il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc) nella sua nuova mappa, resa nota oggi 27 gennaio.

“Efficace contro il rischio di Covid grave”

Dagli inizi di gennaio è in distribuzione in Italia il Molnupiravir, la pillola anti Covid dell’americana Merck e a breve, dunque, potrebbe arrivare anche il nuovo farmaco appena autorizzato a livello europeo. Il Paxlovid è raccomandato per il trattamento del Covid negli adulti che non necessitano di ossigeno supplementare e che rischiano fortemente un aggravamento della malattia. Negli studi che l’Ema ha preso in considerazione, si legge in una nota, il trattamento con Paxlovid ha ridotto significativamente i ricoveri o i decessi nei pazienti che hanno almeno una condizione sottostante che li mette a rischio di Covid grave.

Il Paxlovid e la variante Omicron

La maggior parte dei pazienti Covid oggetto dello studio era infettata dalla variante Delta. Sulla base di ricerche di laboratorio, si prevede che la pillola sia attiva anche contro Omicron e altre varianti. Il profilo di sicurezza di Paxlovid, prosegue l’agenzia, è stato favorevole e gli effetti collaterali sono stati generalmente lievi. L’Ema ha concluso che i benefici del medicinale sono maggiori dei suoi rischi per l’uso approvato. A breve invierà le sue raccomandazioni alla Commissione europea per una decisione rapida applicabile in tutti gli Stati membri dell’Ue.

La mappa dell’Unione europea, quasi tutta ad alto rischio Covid

Commissione Ue: “Paxlovid importante

Paxlovidha il potenziale per fare davvero la differenza per le persone ad alto rischio di progressione verso il Covid grave“. Così la commissaria Ue alla Salute, Stella Kyriakides, dopo l’ok dell’Ema al farmaco anti Covid che si assume per via orale. “Con l’autorizzazione di Paxlovid questa settimana sono 6 i farmaci contro il Covid-19 autorizzati nell’ambito della strategia terapeutica Ue e – aggiunge – altri arriveranno nelle prossime settimane“. La pillola di Pfizer “è il primo antivirale orale per uso domestico nel nostro portafoglio e abbiamo visto prove promettenti della sua efficacia contro Omicron e altre varianti“.

Dal vaccino Covid a quello contro l’Aids

Sulla scorta del successo dei vaccini anti Covid, comincia inoltre la sperimentazione di un vaccino anti Aids basato sulla stessa tecnologia a mRna utilizzata per i vaccini contro il Sars-CoV-2. La International Aids Vaccine Initiative (Iavi) e l’azienda farmaceutica Moderna hanno infatti annunciano uno studio sugli antigeni del vaccino contro l’Hiv veicolati tramite la tecnologia mRna. Lo studio di Fase 1 su mRNA-1644 è sponsorizzato da Iavi e si svolge in quattro sedi negli Stati Uniti. Saranno reclutati 56 volontari adulti sani e Hiv-negativi.

La Commissarie Ue alla Salute, Kyriakides (prima a sinistra). Foto Twitter @SKyriakidesEU

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Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.