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Papa Ratzinger: “Abusi sotto il mio mandato, provo vergogna e chiedo perdono”

Il Pontefice emerito è accusato di aver coperto casi di preti pedofili da arcivescovo di Monaco

Due giorni dopo l’intervista di Papa Francesco a Che Tempo Che Fa di Fabio Fazio, il Vaticano rende nota una lettera del Papa emerito Benedetto XVI, Joseph Ratzinger, in risposta ad accuse contro di lui per la presunta copertura di casi di pedofilia all’interno della Chiesa tedesca quarant’anni fa. I fatti si riferiscono all’epoca in cui Ratzinger era arcivescovo di Monaco e Frisinga, in Baviera (1977-1982). Il testo della lettera appare nel bollettino della Sala Stampa della Santa Sede di oggi 8 febbraio.

Ratzinger: “Grandissima colpa

Uno dei passaggi chiave è il seguente. “In tutti i miei incontri (…) con le vittime di abusi sessuali da parte di sacerdoti – spiega il Papa emerito Joseph Ratzingerho guardato negli occhi le conseguenze di una grandissima colpa e ho imparato a capire che noi stessi veniamo trascinati in questa grandissima colpa quando la trascuriamo o quando non l’affrontiamo con la necessaria decisione e responsabilità, come troppo spesso è accaduto e accade.” “(…) ancora una volta posso solo esprimere nei confronti di tutte le vittime di abusi sessuali la mia profonda vergogna, il mio grande dolore e la mia sincera domanda di perdono. Ho avuto grandi responsabilità nella Chiesa cattolica. Tanto più grande è il mio dolore per gli abusi e gli errori che si sono verificati durante il tempo del mio mandato nei rispettivi luoghi. Ogni singolo caso di abuso sessuale è terribile e irreparabile. Alle vittime degli abusi sessuali va la mia profonda compassione e mi rammarico per ogni singolo caso.

Marx Reinhard
Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco

Il rapporto voluto dalla Chiesa

La lettera di Joseph Ratzinger arriva, come egli stesso spiega, “a seguito della presentazione del rapporto sugli abusi nell’arcidiocesi di Monaco e Frisinga il 20 gennaio 2022.” In sostanza Papa Benedetto XVI chiede “perdono“, a nome di se stesso e della Chiesa, considerati gli importanti ruoli che lui stesso ha ricoperto, per gli abusi commessi dal clero. Tuttavia, in questo caso, si tratta di vicende che lo avrebbero coinvolto personalmente, sia pure in modo indiretto. Lo scorso 20 gennaio lo studio legale Westpfahl Spilker Wastl ha presentato il rapporto indipendente sui casi di pedofilia nell’arcidiocesi di Monaco fra il 1945 e il 2019. Un’indagine effettuata su commissione dell’attuale arcivescovo, il cardinale Reinhard Marx. Nel rapporto si menzionano 497 casi di abusi su minorenni, in 74 anni, a opera per lo più di sacerdoti. Lo stesso Marx è coinvolto per presunte coperture di pedofili in due casi.

Le accuse a Ratzinger

Secondo il team di avvocati, a Monaco, nel periodo fra il 1977 e il 1982, l’allora arcivescovo Ratzinger avrebbe coperto preti pedofili in 4 casi. Stando ai legali “quei sacerdoti hanno continuato il loro lavoro senza sanzioni. Ratzinger era informato dei fatti“. Benedetto XVI aveva inviato, a inchiesta aperta, una memoria difensiva di quasi 100 pagine in cui negava ogni accusa. Ora la lettera aperta in cui chiede perdono pubblicamente alle vittime degli abusi anche per se stesso. Lo aveva già fatto, in termini generali a nome di tutta la Chiesa cattolica, nel 2010, da Pontefice regnante, in Piazza San Pietro. Fu la prima volta che un Papa fece un simile gesto. Tre anni più tardi le storiche dimissioni dopo la denuncia della sporcizia” nella Chiesa. Adesso, nella missiva resa nota oggi, la gratitudine “per la fiducia, l’appoggio e la preghiera che Papa Francesco mi ha espresso personalmente.” Oltre al fatto di essere rimasto “profondamente colpito” per come sia stata usata contro di lui una “svista” circa una riunione del 1980 a cui aveva erroneamente asserito di non aver partecipato. Circostanza che invece sarebbe “stata utilizzata per dubitare della mia veridicità, e addirittura per presentarmi come bugiardo.”

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Padre Georg, segretario particolare di Ratzinger

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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